Peter Reddy, conosciuto anche come Paul Chinnappa Reddiar o Paradesi Peter (Pietro il Pellegrino), nacque il 30 aprile 1895 a Periooru, un villaggio della regione di Madurai, nel Tamil Nadu, nell’India sud-orientale. I suoi genitori erano indù convertiti al luteranesimo ed egli, all’età di diciotto anni, per la prima volta, sentì i missionari anglicani parlare di San Francesco.
La prosperità della sua famiglia gli permise di proseguire gli studi superiori e nel 1927 entrò a far parte del corpo docente del St. Francis Xavier College di Palayamkottai — conosciuto anche come la “Oxford dell’India meridionale”.
Sempre più attratto dall’ideale francescano, nel 1944 Peter entrò nel Terzo Ordine di San Francesco. Dopo un ritiro spirituale di tre giorni guidato dai Cappuccini di Trichy, e su indicazione di p. Urban, OFM Cap, egli rinunciò a tutto e si mise in cammino come paradesi — un pellegrino. Con solo una Bibbia e una scodella per l’elemosina, vestito con un semplice saio marrone senza cappuccio, attraversò gli stati dell’India meridionale del Tamil Nadu, del Kerala, dell’Andhra Pradesh e del Karnataka, diffondendo il messaggio di Dio ovunque andasse.
Sebbene fosse un professore universitario colto e rispettato, Peter frequentava i mendicanti, indipendentemente dalla loro casta, testimoniando l’amore di Dio per i più poveri. All’inizio predicava in inglese e nella sua lingua madre, il tamil. Negli anni successivi per amore dell’evangelizzazione (va ricordato che a quel tempo aveva già più di cinquant’anni!) avrebbe imparato l’hindi, il sanscrito, il malayalam, l’italiano, il tedesco, il francese, l’ebraico e l’aramaico. Per predicare il Vangelo Peter utilizzò anche la carta stampata; egli scrisse nove libri e più di 50 canti liturgici in lingua tamil. Incoraggiò i suoi connazionali a condurre una vita devota utilizzando un linguaggio semplice e immagini tratte dalla vita quotidiana, vicine alla gente comune.
La spiritualità di Peter Reddy è caratterizzata da uno spirito apostolico, da una povertà e abnegazione primordiali, dall’obbedienza alla Chiesa e alla chiamata di Dio, e dall’amore per l’Eucaristia e per la Beata Vergine Maria. A lui si attribuisce il detto: “Non guardo l’uomo che mi insulta, ma Gesù che sta dietro di lui. Farò come fece Gesù quando fu insultato.”
I suoi maestri più importanti nella sua vita spirituale furono San Francesco e la prima donna indiana canonizzata, Santa Alfonsa dell’Immacolata Concezione (1910–1946), una suora della Congregazione delle Clarisse Francescane (FCC), un ordine sorto in Kerala dal Terzo Ordine Francescano. Dopo 14 anni di una dura vita trascorsa come mendicante, Peter morì, in odore di santità, il 21 giugno 1958 e fu sepolto a Palayamkottai. Nel 2008 la sua diocesi locale ha avviato la causa per la sua beatificazione.
Memoria liturgica – 21 giugno.
Fonti:
