László Batthyány-Strattmann nacque il 28 ottobre 1870 a Dunakiliti, in Ungheria, sesto figlio di una famiglia dell’antica nobiltà ungherese. Nel 1876, a causa della costante minaccia di inondazioni provocate dal Danubio, la famiglia lasciò Dunakiliti e si trasferì a Kittsee-Köpcseny, nell’attuale Austria. All’età di dodici anni László perse la madre, morta all’età di 39 anni. Questa perdita lasciò un segno profondo nell’animo del bambino. Spesso ripeteva: «Diventerò medico e curerò gratuitamente i malati e i poveri». Nel 1896 iniziò a studiare medicina all’Università di Vienna e, nel 1900, si laureò in questa disciplina. Il 10 novembre 1898, ancora studente, sposò la contessa Maria Teresa Coreth, una donna profondamente religiosa. Il matrimonio della coppia fu molto felice e armonioso, e fu benedetto dalla nascita di 13 figli. Nel 1916 László e sua moglie entrarono a far parte del Terzo Ordine Francescano.
Nel 1902 a Kittsee, László Batthyány fondò un ospedale privato con 25 posti letto e in esso egli vi lavorò inizialmente come medico generico, per poi specializzarsi in chirurgia e infine, in oftalmologia che divenne il suo settore di lavoro privilegiato. Durante la Prima guerra mondiale, per poter curare i soldati feriti, l’ospedale fu ampliato fino a contenere 120 posti letto.
Dopo la morte dello zio Ödön Batthyány-Strattmann nel 1915, László ereditò il castello di Körmend in Ungheria, nonché il titolo di “principe” e il cognome “Strattmann”. Nel 1920 la famiglia si trasferì da Kittsee a Körmend dove, in una parte del castello, egli aprì un ospedale dedicato principalmente all’oftalmologia. In questo campo, László divenne rapidamente uno specialista rinomato sia in patria che all’estero. Già allora era risaputo che egli voleva diventare un medico per i poveri e molti di essi, sia da Körmend che anche di altre regioni, cercavano il suo consiglio e il suo aiuto. Egli li curava gratuitamente. Come “onorario” per la terapia e le cure ospedaliere ricevute, egli chiedeva che, in cambio, i suoi pazienti poveri recitassero un Padre Nostro per lui. Anche le prescrizioni farmaceutiche potevano essere soddisfatte gratuitamente e venivano poi rimborsate dall’economato dell’ospedale. Spesso i bisognosi ricevevano anche un significativo aiuto finanziario. Oltre che della salute fisica dei suoi pazienti, László si prendeva cura anche del loro benessere spirituale. Prima delle operazioni chirurgiche, lui e i suoi malati chiedevano la benedizione del Signore. Egli era convinto che, in quanto medico, lui si limitasse a dirigere l’operazione; pensava infatti che la guarigione fosse un dono di Dio di cui egli si considerava strumento nelle sue mani. Alla dimissione dall’ospedale, dava ai pazienti delle immagini sacre e un libretto intitolato “Apri gli occhi e guarda”. Questo aveva lo scopo di aiutarli nella loro vita religiosa. Ancora vivente, egli era già considerato santo e questo sia da molti dei suoi pazienti riconoscenti che anche dai loro familiari. Il suo rapporto con la moglie fu molto sereno fino alla fine. Insieme, si sforzarono di crescere i loro figli come persone timorate di Dio e profondamente oneste. Ogni giorno, tutta la famiglia partecipava alla Santa Messa dopo la quale László impartiva ai figli una breve lezione di educazione cristiana, durante la quale assegnava loro, quale buona azione da compiere nella giornata, un compito concreto. La sera, dopo la recita del rosario quotidiano, insieme discutevano della giornata appena trascorsa e anche del compito assegnato.
Morì il 22 gennaio 1931, a seguito di una grave malattia della quale soffrì per diversi mesi. Fu sepolto a Németújvár, nel Burgenland, nella cripta della famiglia Batthyány, nel locale convento francescano.
L’11 luglio 1992, il Santo Padre Giovanni Paolo II dichiarò che László Batthyány-Strattmann aveva praticato eroicamente le virtù cristiane. Nel 1989, per intercessione del Servo di Dio László Batthyány-Strattmann, avvenne un miracolo: un paziente affetto da un cancro incurabile fu guarito in modo scientificamente inspiegabile. Questa guarigione fu esaminata in dettaglio e, dopo 12 anni di studi, essa dichiarata autentica da una commissione di medici e teologi. La beatificazione fu infine fissata per il 23 marzo 2003 a Roma.
Il dottor László Batthyány-Strattmann realizzò perfettamente il suo motto nella sua vita: Fidelitate et caritate – «Con fedeltà e carità».
La Memoria Liturgica si celebra il 22 gennaio.
Foto: Memoriale Batthyany-Strattmann a Güssing, Austria. © C.Stadler/Bwag; CC-BY-SA-4.0
Fonti:
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/laszlo-batthyany-strattmann.html
https://ferenc2023.hu/hu/informacio/boldog-batthyany-strattmann-laszlo-elete

