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Febbraio: Beato Aloysius Stepinac (1898-1960)

Foto in alto: Sarcofago del Beato Alojzije Stepinac dietro l’altare maggiore della Cattedrale di Zagabria. (iStockphoto/Getty Images)

Aloysius Stepinac, nato a Brezarici, vicino a Krasic (Croazia), l’8 maggio 1898 proveniva da una famiglia di contadini. Era il quinto di otto figli e sua madre pregava sempre affinché un giorno potesse diventare sacerdote. Nel 1916 Aloysius fu arruolato nell’esercito austro-ungarico e combatté sul fronte italiano fino a quando non fu fatto prigioniero. Nel 1919 tornò alla vita civile e si iscrisse all’Università di Zagabria per studiare agricoltura. Nel 1924 egli decise di farsi sacerdote e, per la sua formazione fu mandato a Roma; sei anni dopo, il 26 ottobre 1930, fu ordinato sacerdote.

Blessed Aloysius StepinacTornò a Zagabria nel luglio del 1931 con la laurea in Teologia e Filosofia. Poco dopo Aloysius fu scelto come segretario dell’arcivescovo Antun Bauer. Il 24 giugno 1934 fu nominato arcivescovo coadiutore di Zagabria con diritto di successione alla sede episcopale. All’età di 36 anni, dopo solo quattro anni di sacerdozio, era il vescovo più giovane del mondo. Dopo questa nomina, egli dichiarò: «Amo il mio popolo croato e per il suo bene sono pronto a dare tutto, così come sono pronto a dare tutto per la Chiesa cattolica». Dopo la morte di Bauer, il 7 dicembre 1937, Stepinac divenne arcivescovo di Zagabria.

Nel 1935 si tenne a Zagabria il primo congresso dei professori francescani di tutti i paesi slavi. Al termine del congresso, l’arcivescovo coadiutore Stepinac entrò a far parte del Terzo Ordine Francescano (oggi Ordine Francescano Secolare) di Zagabria.

Durante la Seconda guerra mondiale, Aloysius Stepinac non voltò mai le spalle ai rifugiati o ai perseguitati. La sua porta era sempre aperta non solo ai croati, ma anche agli ebrei, ai serbi e agli sloveni che avevano bisogno del suo aiuto. Egli difese sempre la libertà politica e i diritti fondamentali e sostenne sempre i diritti del popolo croato. Voleva che la Croazia fosse un paese di Dio. Nel maggio del 1943 criticò apertamente i nazisti e, di conseguenza, i tedeschi e gli italiani chiesero che fosse rimosso dal suo incarico. Papa Pio XII rifiutò e avvertì Stepinac che la sua vita era in pericolo. Nel luglio del 1943 sia la BBC che la Voice of America iniziarono a trasmettere i sermoni di Stepinac nell’Europa occupata e la BBC commentò le critiche di Stepinac al regime.

Significative a questo proposito sono le parole pronunciate dal vescovo Stepinac nel 1943: «Quale sistema sostiene oggi la Chiesa cattolica, quando il mondo intero lotta per un nuovo ordine mondiale? Noi, nel condannare tutte le ingiustizie, tutte le uccisioni di innocenti, tutti gli incendi di villaggi pacifici, ogni distruzione del lavoro dei poveri, …, rispondiamo così: la Chiesa sostiene quel sistema che è antico quanto i Dieci Comandamenti di Dio. Siamo a favore del sistema che non è stato scritto su tavole corruttibili, ma che è stato inciso dal dito del Dio vivente nella coscienza degli uomini» (Omelie, Discorsi, Messaggi, Zagabria 1996, 179-180).

Dopo il 1945, Stepinac divenne uno dei più audaci difensori della libertà religiosa contro il regime comunista di Tito. Alla fine della guerra, in un processo farsa, Stepinac fu dichiarato colpevole di collaborazione con i nazisti e l’11 ottobre 1946 fu condannato a sedici anni di prigione e ai lavori forzati. Dopo che trascorse cinque anni in un carcere di massima sicurezza a Lepoglava, nel 1951 il governo di Tito lo rilasciò e lo confinò agli arresti domiciliari a Krašić, sua città natale. Non poté recarsi a Roma per essere nominato ufficialmente cardinale né, dopo la morte di Pio XI, partecipare al conclave, poiché non era sicuro di poter tornare in patria. Desiderava rimanere con il suo popolo a qualsiasi costo. Anche se il governo gli aveva proibito di riprendere le sue funzioni, il 12 gennaio 1953 Stepinac fu nominato cardinale da papa Pio XII. A causa dei dolori causati dalle numerose malattie contratte durante la prigionia, il cardinale Stepinac morì a Krasic il 10 febbraio 1960. Il 13 febbraio fu sepolto dietro l’altare maggiore della cattedrale di Zagabria. In un’occasione, Papa Pio XII affermò che «questo cardinale croato è il sacerdote più importante della Chiesa cattolica».

Quando si parla della dimensione francescana della vita di Aloysius Stepinac, occorre ricordare il fervore con cui si dedicò alla proclamazione della Parola di Dio. Il suo zelo non era solo retorico, ma profondamente vissuto, espresso nella semplicità e nel distacco dai beni terreni. Questo spirito appare chiaramente nei suoi tre testamenti spirituali, in particolare in quello scritto nel 1959, appena quattro mesi prima della sua morte. In esso afferma: «A parte i suddetti oggetti di valore che ho ricevuto in dono (una croce pettorale episcopale da Papa Pio XII e Papa Giovanni XXIII), non lascio alcuna proprietà, né mobile né immobile. Tutto ciò che ho ricevuto come arcivescovo di Zagabria e che non era necessario per le mie esigenze personali, l’ho utilizzato secondo le norme del Codice della Chiesa, per i poveri e per scopi pii».

Memoria liturgica: 10 febbraio

Fonti:

https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/alojzije-stepinac.html

https://tabor.hr/aktualno/blazeni-alojzije-stepinac-franjevacki-trecoredac/

https://www.zg-nadbiskupija.hr/blessed-aloysius-alojzije-stepinac/7069