{"id":5914,"date":"2024-10-02T01:00:32","date_gmt":"2024-10-02T01:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/ciofs.info\/?p=5914"},"modified":"2024-10-04T02:43:59","modified_gmt":"2024-10-04T02:43:59","slug":"october-2024-john-xxiii-1881-1963","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciofs.info\/it\/2024\/10\/02\/october-2024-john-xxiii-1881-1963\/","title":{"rendered":"Ottobre 2024: GIOVANNI XXIII (1881-1963)"},"content":{"rendered":"<p>ANGELO GIUSEPPE RONCALLI nacque a Sotto il Monte, diocesi e provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881. Venne battezzato lo stesso giorno, quartogenito di tredici figli. In parrocchia, sotto la guida dell&#8217;ottimo don Francesco Rebuzzini, ricevette una indelebile impronta ecclesiastica che l&#8217;avrebbe sorretto nelle difficolt\u00e0 e animato nelle imprese apostoliche.<\/p>\n<p>Ricevuta la Cresima e la prima Comunione nel 1889, entr\u00f2 nel Seminario di Bergamo nel 1892, dove rimase per gli studi classici e filosofici fino al secondo anno di teologia. Giovanetto quattordicenne inizi\u00f2 la stesura degli appunti spirituali che lo accompagneranno, con diverse modalit\u00e0, fino alla morte, e che sono raccolti nel Giornale dell&#8217;anima. La pratica della direzione spirituale assidua ebbe qui il suo inizio. Il 1\u00b0 marzo 1896, il padre spirituale del Seminario di Bergamo, don Luigi Isacch\u00ec, lo ammise nell&#8217;Ordine Francescano Secolare di cui profess\u00f2 la Regola il 23 maggio 1897.<\/p>\n<p>Dal 1901 al 1905 fu alunno del Pontificio Seminario Romano, godendo di una borsa di studio della diocesi di Bergamo per seminaristi meritevoli. Nel frattempo esplet\u00f2 per un anno il servizio militare. Venne ordinato sacerdote il 1\u00b0 agosto 1904 a Roma, in Santa Maria in Monte Santo a Piazza del Popolo. Nel 1905 divenne segretario del nuovo Vescovo di Bergamo, mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi. Fino al 1914 tenne tale ufficio, accompagnando il Vescovo nella visita pastorale, collaborando a molteplici iniziative pastorali: Sinodo, redazione del mensile \u00abLa vita diocesana\u00bb, pellegrinaggi, opere sociali. Fu insegnante in Seminario di storia, patrologia, apologetica. Nel 1910, nel riordino degli Statuti dell&#8217;Azione cattolica, il Vescovo gli affid\u00f2 la sezione V (le donne cattoliche). Collabor\u00f2 al quotidiano cattolico di Bergamo, fu predicatore, assiduo, profondo, efficace.<\/p>\n<p>Furono gli anni dell&#8217;approfondito incontro con i santi pastori, San Carlo Borromeo (di cui pubblicher\u00e0 gli Atti della visita apostolica compiuta a Bergamo nel 1575), San Francesco di Sales e l&#8217;allora Beato Gregorio Barbarigo. Furono gli anni del grande respiro pastorale appreso vivendo ogni giorno a fianco del Vescovo mons. Radini Tedeschi. Alla morte del Vescovo nel 1914 don Angelo continu\u00f2 il proprio ministero sacerdotale come insegnante in Seminario e nei diversi ambiti della pastorale soprattutto associativa.<\/p>\n<p>All&#8217;ingresso dell&#8217;Italia in guerra nel 1915 fu richiamato come sergente di sanit\u00e0. L&#8217;anno dopo divenne cappellano militare in servizio negli ospedali militari di retrovia e coordinatore dell&#8217;assistenza spirituale e morale dei soldati. A conclusione della guerra, apr\u00ec la \u00abCasa dello studente\u00bb curando la pastorale studentesca. Nel 1919 fu nominato direttore spirituale in Seminario.<\/p>\n<p>Nel 1921 inizi\u00f2 la seconda parte della sua vita: quella a servizio della Santa Sede. Chiamato a Roma da Benedetto XV come Presidente per l&#8217;Italia del Consiglio centrale della Pontificia Opera per la Propagazione della Fede, visit\u00f2 molte diocesi d&#8217;Italia organizzando Circoli Missionari. Nel 1925 Pio XI lo nomin\u00f2 Visitatore Apostolico per la Bulgaria, elevandolo all&#8217;episcopato con il titolo di Areopoli. Scelse come motto episcopale \u00abOboedientia et pax\u00bb, programma che lo accompagn\u00f2 sempre.<\/p>\n<p>Ordinato Vescovo il 19 marzo 1925 a Roma, raggiunse Sofia il 25 aprile. Nominato successivamente primo Delegato Apostolico, rimase in Bulgaria fino al 1934, visitando le comunit\u00e0 cattoliche, intessendo rispettosi rapporti con le altre comunit\u00e0 cristiane. Fu presente con caritatevole sollecitudine durante il terremoto del 1928. Soffr\u00ec in silenzio incomprensioni e difficolt\u00e0 di un ministero segnato dalla pastorale dei piccoli passi. Affin\u00f2 la propria confidenza e l&#8217;abbandono in Ges\u00f9 Crocifisso.<\/p>\n<p>Il 27 novembre 1935 venne nominato Delegato Apostolico in Turchia e Grecia. Il nuovo campo di lavoro era vasto e la Chiesa cattolica era presente in molte forme nella giovane repubblica turca, che si stava rinnovando e organizzando. Fu intenso il ministero verso i cattolici e lo stile di rispetto e di dialogo con il mondo ortodosso e musulmano lo contraddistinse. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu presente in Grecia devastata dai combattimenti. Cerc\u00f2 di offrire notizie sui prigionieri di guerra e mise in salvo molti ebrei servendosi del \u00abvisto di transito\u00bb della Delegazione Apostolica. Il 20 dicembre 1944 Pio XII lo nomin\u00f2 Nunzio Apostolico a Parigi.<\/p>\n<p>Durante gli ultimi mesi di guerra e i primi di pace aiut\u00f2 i prigionieri di guerra, curando la normalizzazione dell&#8217;assetto ecclesiastico di Francia. Visit\u00f2 i santuari francesi, partecip\u00f2 alle feste popolari e alle manifestazioni religiose pi\u00f9 significative. Fu osservatore attento prudente e fiducioso delle nuove iniziative pastorali dell&#8217;episcopato e del clero di Francia. Lo ispirava sempre la ricerca della semplicit\u00e0 del Vangelo, anche dentro le pi\u00f9 complesse questioni diplomatiche. Lo sosteneva il desiderio pastorale di essere sacerdote in ogni situazione. Lo animava la sincera piet\u00e0 che si trasformava ogni giorno in prolungato tempo di preghiera e di meditazione. Il 12 gennaio 1953 fu creato Cardinale e il 25 promosso Patriarca a Venezia. Fu lieto di potersi dedicare per gli ultimi anni della sua vita al ministero diretto della cura d&#8217;anime, desiderio che lo aveva sempre accompagnato diventando prete. Fu pastore sapiente e intraprendente, sull&#8217;esempio dei santi pastori che aveva sempre venerato: San Lorenzo Giustiniani, primo Patriarca di Venezia, e San Pio X. Mentre l&#8217;et\u00e0 avanzava, aumentava la confidenza nel Signore, dentro una laboriosit\u00e0 pastorale attiva, intraprendente, gioiosa.<\/p>\n<p>Alla morte di Pio XII fu eletto Papa il 28 ottobre 1958 e assunse il nome di Giovanni XXIII. Nel suo quinquennio papale, apparve al mondo come l&#8217;immagine autentica del Buon Pastore. Mite e soave, intraprendente e coraggioso, semplice e attivo comp\u00ec i gesti cristiani delle opere di misericordia corporali e spirituali, visitando i carcerati e gli ammalati, accogliendo uomini di ogni nazione e di ogni fede, esercitando verso tutti uno squisito sentimento di paternit\u00e0. Il suo magistero sociale \u00e8 contenuto nelle Encicliche \u00abMater et magistra\u00bb (1961) e \u00abPacem in terris\u00bb (1963).<\/p>\n<p>Convoc\u00f2 il Sinodo Romano, istitu\u00ec la Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico, convoc\u00f2 il Concilio Ecumenico Vaticano II. Fu presente come Vescovo nella Diocesi di Roma, visitando parrocchie e chiese del centro storico e della periferia. Il popolo vide in lui un raggio della benignitas evangelica e lo chiam\u00f2 \u00abil Papa della bont\u00e0\u00bb. Lo sosteneva un profondo spirito di preghiera; traspariva da lui, iniziatore di un rinnovamento nella Chiesa, la pace di chi confida sempre nel Signore. Si inoltr\u00f2 decisamente sui sentieri della evangelizzazione, dell&#8217;ecurnenismo, del dialogo con tutti, avendo la paterna preoccupazione di raggiungere i suoi fratelli e figli maggiormente tribolati.<\/p>\n<p>Mor\u00ec la sera del 3 giugno 1963, all&#8217;indomani della Pentecoste, in profondo spirito di abbandono a Ges\u00f9, nel desiderio del suo abbraccio, circondato dalla preghiera corale del mondo, che pareva essersi raccolto intorno a lui, per respirare con lui nell&#8217;amore del Padre.<\/p>\n<p>Giovanni XXIII fu dichiarato beato da Papa Giovanni Paolo II, il 3 settembre 2000 in Piazza San Pietro, nel corso della Celebrazione del Grande Giubileo dell&#8217;anno 2000.<\/p>\n<p>Il 27 aprile 2014 Giovanni XXIII \u00e8 stato canonizzato da Papa Francesco.<\/p>\n<p>Tratto dal Libretto della Celebrazione per la Canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, 27 aprile 2014<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/biography\/documents\/hf_j-xxiii_bio_20190722_biografia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/biography\/documents\/hf_j-xxiii_bio_20190722_biografia.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANGELO GIUSEPPE RONCALLI nacque a Sotto il Monte, diocesi e provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881. 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